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MARINERS, SAVONA NON E' SEATTLE, MA GLI SOMIGLIA UN PO'
Savona e Seattle non sono poi così lontane. Sono entrambe città di mare: sulla costa del nordovest la prima sulla costa del nordovest la seconda, cambia solo il continente. Il simbolo di Seattle è la torre dello Space Needle, a Savona c'è la Torretta e adesso abbiamo anche noi un paio di grattacieli. A Savona e a Seattle si gioca anche a baseball. Certo, con differenti possibilità e differenti aspettative, ma la palla è sempre la stessa: bianca con le cuciture rosse e quando viene colpita nel modo opportuno vola in alto verso il cielo e fa salire il groppo in gola a chi ne segue la traiettoria. La squadra di baseball di Seattle si chiama Mariners, come a Savona. Dall'altra parte dell'oceano i giocatori si chiamano Ichiro Suzuki, Dye, Thome, Vazquez, sono delle stelle o quasi e guadagnano montagne di dollari, i bigliettoni verdi. Qui i giocatori le stelle le vedono nelle sere d'estate quando vanno a coricarsi in spiaggia e le montagne, verdi per i meravigliosi boschi che le ricoprono, sono quelle che circondano la città. I dollari se vuoi bere una birra o un bicchiere di Vermentino non ti servono a niente, perché a Savona ci si è affezionati all’euro, un po’ per tradizione, un po’ per necessità!!
Nel 2007, i Seattle Mariners hanno giocato con l'obiettivo di arrivare alle World Series, i Savona Mariners erano solo un sogno, al massimo un'idea. Lo “sbarco” dei Mariners è l'ultima delle iniziative nate dalla collaborazione tra gli Albisole Cubs e il Centro di Aggregazione Giovanile “Il Millepiedi” di Savona; i due sodalizi lavorano infatti da due anni ad un progetto sportivo - sociale che, attraverso la squadra amatoriale delle “Las Estrellas del Caribe”, ha creato intorno al baseball un' occasione di incontro ed integrazione tra ragazzi italiani e le numerose comunità di immigrati presenti a Savona e nella vicina Genova. I ragazzi che si sono avvicinati al baseball attraverso questo progetto, avevano un sogno, quello di poter disputare il campionato ed il sogno, con la nascita dei Savona Mariners, si è avverato.
Nel 2008, i Seattle Mariners giocheranno ancora con l'obiettivo di arrivare alle World Series, i Savona Mariners scenderanno in campo per disputare il campionato di Serie C2, vincere qualche partita, far crescere qualche giovane e attirare nuove leve al baseball sono gli obiettivi. Dopo un lungo inverno di lavoro sono ben 22 i giocatori che hanno risposto all'appello e si sono messi a disposizione degli allenatori Flavio Pomogranato e Remo Gilardo per iniziare questa nuova avventura. Una rosa eterogenea con metà della squadra composta da ragazzi italiani e l'altra metà composta da ragazzi albanesi, nicaraguensi e dominicani. Dodici ragazzi su ventidue hanno meno di 18 anni. Unico esempio del genere nel panorama del baseball italiano e tra i pochi del mondo sportivo in genere, i Savona Mariners una piccola vittoria la hanno già ottenuta, con il loro motto “tanti colori, una sola passione: il baseball” hanno abbattuto il muro delle differenze razziali.
LANCIATORI: Diego Zunino (22 anni, Italia), Guido Zunino (17 anni, Italia), Marco Formica (22 anni, Italia), Alan Ledesma (17 anni, Rep. Dominicana), Frankilin Rosa (15 anni, Rep. Dominicana), Flavio Pomogranato (40 anni, Italia);
RICEVITORI: Jacopo Agnelli (18 anni, Italia), Anji Ortiz (19 anni, Rep. Dominicana);
INTERNI: Roberto Durante (18 anni, Italia), Robert Celiku (15 anni, Albania), Jhonatan Jaquez (23 anni, Rep. Dominicana), Josè Pavon (38 anni, Nicaragua), Adone Vincenzo (20 anni, Italia), Josuè Pena (17 anni, Rep. Dominicana);
ESTERNI: Erleamin Soto (33 anni, Rep. Dominicana), Ivano Ciarlo (30 anni, Italia), Sandro Serra (47 anni, Italia), Gregorio Jimenez (35 anni, Rep. Dominicana), Andrea Solari (30 anni, Italia), Edwin Castro (19 anni, Rep. Dominicana).
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